Coronavirus e rene

A partire dal gennaio 2020 è stata individuata una malattia infettiva causata da un nuovo tipo di coronavirus chiamato ufficialmente Sars-Cov-2 o più generalmente Covid o Covid 19. La velocità e la facilità con cui avviene il contagio di questo virus nel genere umano ha portato alla sua diffusione in pochi mesi in tutto il mondo tanto da essere dichiarata una pandemia da parte dell’OMS l’11 marzo 2020.

Le manifestazioni di questa sindrome possono essere le più varie, infatti nella maggior parte dei contagiati l’infezione decorre in maniera asintomatica, talvolta possono comparire sintomi simil influenzali, e nelle forme più gravi una polmonite interstiziale con insufficienza respiratoria e una trombofilia che possono essere anche fatali.

Talvolta nella sindrome da  infezione da Covid rientrano anche manifestazioni renali tra cui:

  • ematuria
  • proteinuria
  • insufficienza renale acuta (talvolta con necessità di dover iniziare un trattamento emodialitico)

Generalmente il grado di compromissione della funzionalità renale va di pari passo con la gravità delle manifestazioni generali della malattia, ed è più importante  nei pazienti ricoverati in terapia intensiva specie se intubati, ma anche nei pazienti anziani specie se affetti da altre gravi patologie come diabete, ipertensione e obesità.

Pazienti portatori di trapianto di rene.

I pazienti portatori di trapianto di rene hanno un rischio di sviluppare una infezione da Sars-Cov-2 tutto sommato simile a quello di una persona normale. E’ invece più frequente lo sviluppo delle manifestazioni gravi dell’infezione virale per via della terapia immunosoppressiva anti-rigetto che limita le risposte del sistema immunitario contro gli agenti patogeni.  Spesso poi questi pazienti possono presentare altre condizioni (diabete, ipertensione, età avanzata) che sono fattori di rischio per lo sviluppo di una infezione seria anche nella popolazione non trapiantata.

I pazienti portatori di trapianto di rene con infezione da Covid vanno curati come un paziente non trapiantato. In aggiunta va rimodulata la terapia immunosoppressiva per stimolare la risposta immunitaria contro il virus, generalmente sospendendo il micofenolato e continuando l’anticalcineurinico (ciclosporina o tacrolimus) e il cortisone. Ovviamente i medici del centro trapianti devono valutare tali modifiche caso per caso a seconda delle condizioni del paziente, della gravità delle manifestazione dell’infezione e del rischio di rigetto del paziente.

Paziente in emodialisi

I pazienti in emodialisi spesso sono pazienti di età avanzata e affetti da altre patologie concomitanti. Queste condizioni li rende particolarmente fragili nel caso sviluppino manifestazioni gravi della malattia da COVID.

Ci sono delle particolarità che riguardano questi pazienti, per es

  • Molti pazienti sono asintomatici
  • L’esordio nei pazienti con sintomi talvolta è subdolo, infatti l’infezione può manifestarsi inizialmente con disturbi gastro-intestinali o con alterazione dello stato di coscienza
  • L’isolamento è difficile perchè si recano nel centro dialisi 3 volte alla settimana e vengono in contatto con gli operatori sanitari e gli altri malati.

Il centro dialisi deve adottare delle misure di prevenzione che servono a ridurre il rischio di infezione tra i pazienti e il personale sanitario.

A tal riguardo possiamo elencare

  • Distanziamento dei pazienti nei momenti in cui possono venire a contatto tra di loro, per es nel trasporto da casa al centro dialisi, nelle sale d’attesa, negli spogliatoi e all’ingresso in sala dialisi.
  • Triage prima dell’ingresso nella struttura mediante controllo della temperatura e di eventuali sintomi
  • Monitoraggio periodico dei pazienti e del personale col tampone naso faringeo per individuare e isolare eventuali casi asintomatici.
  • uso dei dispositivi di protezione individuale adeguati per il personale sanitario e per i pazienti
  • prevedere una sala contumaciale dove dializzare i pazienti covid 19 positivi con personale dedicato.

Il rischio di trasmissione del virus seguendo queste raccomandazioni può sicuramente essere ridotto anche se non abolito completamente.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dedicato del Ministero della Salute dove si trovano tutte le informazioni dettagliate e ufficiali sulle misure di prevenzione dell’infezione da Covid 19.

Si consiglia inoltre di scaricare l’applicazione Immuni per aiutare il tracciamento degli eventuali contatti che hai avuto.

note: il dottor Carta effettua visite specialistiche nefrologiche presso l’ospedale S. Martino di Oristano. Clicca su questo link per prenotare una visita nefrologica

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